venerdì 4 dicembre 2009

SOBRIETA’. NUOVA PAROLA D’ORDINE PER AFFRONTARE LA CRISI



Austerità era la parola d’ordine del PCI di Berlinguer e fu proposta dal grande leader della sinistra per contrastare, in primo luogo culturalmente, la grande crisi petrolifera degli anni ’70. Austerità evocava severi stili di vita che però mal si adattavano allo spirito italiano dell’epoca, appena uscito dal boom economico. Indubbiamente era strettamente legata alla personalità, nobile ed austera appunto, di Enrico Berlinguer e si legava coerentemente con la denuncia della questione morale ed insieme, questi due concetti, segnavano quella “diversità” che per tanti anni i militanti del PCI rivendicarono quale tratto saliente del loro fare politica.
Oggi ci troviamo di fronte ad un’altra crisi economica devastante, una crisi che richiede una ridefinizione dei consumi e degli stili di vita. Verrebbe da dire che anche oggi ci sarebbe bisogno di austerità, ma Berlinguer non c’è più, e nessuno dei leader di oggi sembra  possa avvicinarsi alla sua serietà ed all’altezza della sua personalità, basta ricordare le “americanate” di Veltroni, le gigionerie di Bertinotti, per non parlare, a destra, delle “cafonate” di Berlusconi. Anche gli italiani di oggi sono cambiati e non mi sento di dire in peggio. E poi la parola “austerità” è una parola triste e grigia, poco adatta allo spirito del nostro popolo, a cui piace vivere e vivere gioiosamente. Sembra più adatta ai tempi un’altra parola, egualmente importante per fronteggiare la crisi e ridefinire consumi e stili di vita, ma che non significa frustrare la naturale propensione alla gioia di vivere degli italiani: questa parola è SOBRIETA’.
Sobrietà vuol dire consumare meno ma meglio, sobrietà significa adottare uno stile di vita non fondato sull’apparire ma sull’essere, ha una valenza etica, non solo economica. Sobrietà è una parola ecologica e moderna, seria ma non triste: una condotta di vita sobria si coniuga con la gioia di vivere e di godere della cose belle della vita, che spesso non hanno prezzo, cibo sano , natura bella e rispettata, valori veri a cui aggrapparsi.
Sobrietà, a mio parere, dovrebbe essere la parola d’ordine del centrosinistra, da contrapporre a questa fiera del cattivo gusto Berlusconiano e non , a questa politica urlata e sguaiata , che banchetta sull’orlo del precipizio economico e dell'abbisso ecologico. Sobrietà significa affrontare con intelligenza il demone illusorio della crescita infinita, sconfiggere le spinte compulsive al consumo ad ogni costo, abbandonare il PIL come misuratore unico del benessere ed adottare indicatori più sani e utili. Dall’austerità alla sobrietà mi sembra anche che sia un viaggio coerente con la storia migliore della sinistra italiana, una evoluzione positiva ma rispettosa della tradizione di cui andare fieri. Un valore, quello della sobrietà, attorno a cui può crearsi una solida alleanza di governo da contrapporre a quella oggi al potere. Noi la proponiamo oggi come valore per le regionali e per la Calabria significa in primo luogo diminuire l’indennità dei consiglieri regionali che oggi è scandalosamente alta, più del doppio ad esempio dei consiglieri regionali della toscana. Una maggiore sobrietà e coerenza potrebbe anche allontanare qualche furbone dalla politica ed avvicinare i cittadini onesti, non sarebbe un risultato da disprezzare.
FRANCESCO ZURLO

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